LE RELAZIONI

12 Dic

Le relazioni.
“Ci sono quelle che offrono sensazioni nuove ed esotiche, quelle che sono vecchie e familiari, quelle che sollevano un sacco di domande, quelle che ti portano in posti inaspettati, quelle che ti portano lontano dal punto di partenza e quelle che ti riportano indietro.
Ma la relazione più importante, difficile ed emozionante è quella che si ha con se stessi”
Nel quotidiano sempre troppo affannati nel rispondere alle aspettative altrui, sempre angosciati dall’orologio, sempre pronti a soddisfare chi ci sta attorno facendoci fregare da domande tipo “Hai bisogno?”, “Ti posso aiutare?” “Posso esserti utile?”… quasi vittime sacrificali del tempio del “Chiedi quello che vuoi” o generosi elargitori di favori nello stile fiabesco di Aladino e la sua lampada.
Un po’ di sano egoismo, di spazio e tempo da dedicare a se stessi, di franchi NO a bisogni altrui futili, evitabili o per lo meno procrastinabili… servono a mantenerci vivi, perché non vivi se non sai che stai vivendo! La vita è come un treno…lo devo aver letto da qualche parte…qualcuno ti mette dentro un treno, su un binario preordinato e ti lancia nella vita senza spiegarti dove andare, come muoverti e con chi percorrere la strada. Magari qualche indicazione di massima la trovi in qualche manualetto da quattro soldi o se hai la fortuna vieni dotato fin da subito da input di sopravvivenza.
La vita è mia, le relazioni le gestisco io e quindi mi arrangio.
Rotoliamo tutti all’interno di un grande meccanismo sociale che ci governa, una grande stazione di partenza che con grandi tabelloni dalle lettere scorrevoli scandisce, a volte anticipa, a volta ritarda le nostre direzioni. Non saremo mai giudicati per le azioni che facciamo, ma per le scelte che prendiamo…quindi attenzione agli scambi dei binari. Spesso imprevedibili. Talvolta meditati.
E in questo viaggio in treno corriamo, vittime inconsapevoli di un destino o fautori coscienti di scelte ed errori. E proprio durante questo lungo viaggio in treno si intrecciano le relazioni.
Relazioni con il vicino di casa, il salumiere, il postino, i colleghi dell’ufficio, le mamme dei bambini della classe di tuo figlio, gli amici, gli amori, i parenti e i genitori. Ogni relazione vive di un equilibrio proprio, spesso in bilico e decidiamo noi se mantenere quell’equilibrio o romperlo e cadere nel vuoto senza paracadute.
Oggi riflettevo sulle relazioni, senza distinguere tra le più banali e le più importanti.
Mi chiedo…le relazioni sono una partita a scacchi? Strategie, mosse e contromosse il cui scopo é tenere in sospeso l’avversario fino a quando non si riesce a vincere o a soddisfare le proprie esigenze e aspettative?… troppo spesso ci si dimentica che i giocatori sono due e si pensa solo a stessi. L’egoismo regna sovrano insieme all’esigenza di avere potere, il controllo. Chi decide come, dove e quando…le relazioni sono diventate lotte di potere. Ci siamo trasformati in freddi calcolatori, in impavidi strateghi pronti a vincere pur di non rimanere sottomessi? Esiste una alternativa alla lotte di potere?….Certo il compromesso…e ogni relazione che si rispetti ha un background di compromessi. L’arte del compromesso consolida gli equilibri, tira il freno a mano agli istinti e modera gli animi (e urta la pazienza aggiungo io).
Quando l’arte del compromesso nelle relazioni diventa compromettente?
La regola latina del do ut des si è fatta un viaggio al centro della terra o fuori le orbite spaziali e non ne vuole sapere di fare ritorno! Da piccoli ti insegnano a essere un vincente, ad avere un successo, a dare le sberle piuttosto che prenderle dagli altri, a essere un leader. Quando cresci capisci che non importa essere un vincente o essere un perdente, che spesso le sberle (quelle morali) le prendi consapevolmente, che essere un leader comporta dei rischi e i compromessi fanno parte del gioco delle parti. Non sopporto chi insolentemente sostiene “Non scendo a compromessi”…è un codardo che non sa ammettere che il compromesso nelle relazioni è un punto di forza, non è un cedimento, significa consapevolezza che la corda non va mai tirata ne a favore ne contro, rimane una scelta intelligente per la via della diplomazia.
Tutto è obiettabile.

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Anche la mia relazione con la moda è scesa a compromessi. Sto ancora bussando a quelle porte che possono dare l’opportunità di entrare nel fashion business. Il compromesso? Ho trovato ad essa uno spazio che non invadesse quello dedicato alla mia famiglia e al mio lavoro.
Anche la mia relazione con la moda è una partita a scacchi, con la differenza che parto già svantaggiata: un po’ per l’età, un po’ per il poco tempo a disposizione, un po’ per la difficoltà di farsi notare in un ambiente dove blogger, esperti di moda, precursori di stili e guru dell’eleganza pullulano come formichine indaffarate in un sacchetto di biscottini sminuzzati.
Il genere femminile under 30 è omologato in alcuni stereotipi: pettinate e vestite nella stessa maniera con la macchina fotografica in mano. Il genere femminile over 50 vuole a tutti i costi fare la ragazzina: stampe animalier, tacchi 15 con plateau, t-shirt con scritte improbabili che nemmeno mia nipote di 15 anni indosserebbe. Coco Chanel sarebbe sconvolta da quello che si vede in giro.
La mia relazione con la moda è precaria? Non posso non chiedermelo. Il fenomeno blog è sempre più in espansione: il web è un po’ un psicologo gratuito che ti ascolta, talvolta ti giudica. Un diario personale innovativo che invece di rimanere chiuso in un cassetto, viene lanciato senza paracadute su internet.
Io amo immensamente la moda per quello che rappresenta e la rispetto, per questo faccio sentire la mia voce. Ma cos’è davvero Moda? Un pezzo di stoffa o un modo d’essere? Una fonte di ispirazione o una dettame da seguire con religiosa venerazione? La mia relazione con la moda è un groviglio di domande, un pieno di determinazione e una spolverata di sana sfacciataggine.

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2 Risposte to “LE RELAZIONI”

  1. Antonella Bellorio 13 dicembre 2012 a 16:12 #

    La “relazione” con il tuo blog.. ormai è diventata un appuntamento quotidinano inevitabile..

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