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TI SENTI UNA DAMA?

17 Ott

Un accessorio può dare vitalità a un outfit.
Un accessorio può renderci speciali.
Attenzione che passare dall’essere speciali all’essere ridicoli è un attimo.
Quando voglio un accessorio unico e ho bisogno di sentirmi speciale vado a trovare Antonella di Avenida 186 a Villafranca.
Un paradiso di quasi preziosi.
Eccoli sono loro. Lebole gioielli.
Appena li ho visti, ho pensato fossero perfetti per arricchire un look da primo giorno di scuola.
Ma questa è un’altra storia e ve la racconterò a breve.
Orecchini ispirati all’Oriente sia nelle forme che nei materiali. Il kimono, tradizionale indumento giapponese nonche’ costume nazionale, viene rappresentato e realizzato con frammenti di antichi kimoni in seta. Sono tutti pezzi unici e diversi tra loro, le pietre naturali sono abbinate al colore dei tessuti e sono montate in modo da creare un manichino.
Fantastici. Una interessante collezione che nasce dalla stretta collaborazione tra Nicoletta Lebole e l’artista Paolo Perugini.
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Ancor più dei Kimoni, mi hanno stuzzicato le damine con le corone.
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Sarà l’influenza dell’ultimo servizio fotografico…fotografare il 700.

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ROMPETE LE RIGHE!

6 Feb

Orizzontali, verticali, oblique: le righe sono una certezza nelle vetrine della prossima stagione estiva. Se nel 2012 le abbiamo viste e magari indossate nella versione colorata ed eccentrica, nel 2013 la scelta di stile prevede quelle classiche in blu e bianco o nero e bianco da marinaretta. Nessun capo è dimenticato: dagli abiti agli accessori il mood è chiaro: rompete le righe per non passare inosservate.

State pensando se vi piacciono le righe? Il look a righe lo trovo vincente a qualunque età, rendono l’insieme sportivo, informale, spiritoso e con una giacchina modello Chanel si riesce ad apparire perfino eleganti.

Stanno bene a tutte?
Le linee verticali alleggeriscono la figura e la allungano, le righe orizzontali la accorciano e ingrossano.
Questa è la regola generale.

Le gonne rigate sono adatte a chi ha fianchi stretti; abiti e maglie a righe diagonali sono perfette per le corporature minute, perchè regalano qualche forma in più. I pantaloni con righe verticali a vita alta stanno bene alle donne piccole di stature e magre, mentre le più robuste possono optare per una maglia a righe sotto un blazer nero o una camicia denim sfiancata, eviteri gonne e pantaloni per non guadagnare taglie che non ci appartengono.

Basta un semplice accessorio a righe da mixare con colori e fantasia. Nessuna di noi vuole l’effetto “sdraio da spiaggia o ombrellono aperto in Riviera” vero?

Insomma le righe non possono assolutamente mancare nei nostri look estivi.

Ecco il mio anticipo:

abito, RINASCIMENTO; scarpe, CHIE MIHARA; orecchini, AYALA BAR

abito, RINASCIMENTO; scarpe, CHIE MIHARA; orecchini, AYALA BAR

SORRIDERE: PRENDETE NOTA!

2 Gen

La più coraggiosa decisione che prendi ogni giorno è di essere di buon umore (Voltaire)

Una filosofia di vita che mi appartiene.
Un modus che viene spesso accantonato per lasciar spazio a “lune storte”, umori grigi, atteggiamenti inutili e scortesi.
Anno nuovo. Vita nuova.
Si dice.
Approffittiamone per dare un taglio a quelle abitudini o modi fastidiosi, che sono di ostacolo al buon inizio di ogni giornata e nel rapporto con gli altri. Tutte quelle persone che escono di casa vestite di grigio (il colore del malumore), di marrone (il colore della monotonia), di blu (il colore della omologazione), di nero (il colore della solitudine). Non sono contro queste tonalità, intendiamoci, anzi se gli accessori che le accompagnano danno un tocco di stile e personalità, scompare ogni componente negativa che viene data all’umore.
E’ il total color che spaventa e indispone.
Siamo tutti perennemente stressati e insoddisfatti. Ci vestiamo senza colore, perchè pensiamo che un colore non appariscente e comunemente usato ci proteggerà. Sarà che oltre lo stress siamo tutti in continuo squilibrio tra le nostre fragilità e i nostri punti forza, che ci si perde tra paragoni e dettagli alla ricerca di una informazione decisiva che faccia la differenza (che non esiste poi), che ci facciamo influenzare dagli altri. Sarà.
Il mio buon proposito per l’anno 2013? Missione possible: non lasciarmi soffocare dallo stress, rinforzare le mie life skill (le abilità), aprire la mente al cambiamento, tirare fuori l’intuizione, ascoltare il mio cuore, ragionare con la mia testa, inseguire il mio sogno e ogni tanto abbassare la guardia perchè essere tosti non sempre paga. Non soffermarvi sulle apparenze e esprimere emozioni.
Schiava della perfezione, cercherò la confusione.
Il consiglio per tutti? Sorridere ogni mattina e indossate quel sorriso tutto il giorno.

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(orecchini MERCANTIA collezione PE 2013, verde fluo; bracciale HOBO NY vintage; vestito vintage TOPSHOP London)

Anche il sorriso è una moda in continua evoluzione. Anche il sorriso ha bisogno di rinnovarsi, rigenerarsi.
Il sorriso migliora qualsiasi look, sposta l’attenzione da un anonimo abito al viso.
Sorridere è uno stato d’animo.
Sorridere non è di gran tendenza ultimamente, ma non facciamoci sempre condizionare dalle pressioni sociali e dal mood del momento.
Sorridere è la mia tendenza. Da sempre.

I could put a little stardust in your eyes
Put a little sunshine in your life
Give me a little hope you’ll feel the same

DRESS TO IMPRESS

2 Nov

Bisogna davvero vestirsi per impressionare gli altri? O meglio davvero la PRIMA impressione è quella che conta?

Domande banali, forse. Domande che, a parer mio, dovrebbero interessare anche colui che non se ne intende di moda e non la segue; anzi anche tutti coloro che credono, che essere alla moda vuol dire “spendere e spandere”.  E ancora,  tutti quelli che credono, che seguire la moda significa vestirsi con i brand rinomati del fashion business  e tutti quelli che affermano la superficialità di quanti alla mattina si interrogano sul proprio look per fare una buona impressione e star bene con se stessi.

A tutte queste persone che non credono nel “dress to impress” consiglio un giro al mercato del paese, dove il popolo dei comuni mortali, che sbarca il lunario a fine mese o che vive dignitosamente senza sperperare, gira tra i banchi degli ambulanti italiani e cinesi alla ricerca di quel capo a prezzo bassissimo che rinnova un po’ il look e rigenera l’umore (perchè lo shopping è teraupeutico anche in tempi di magra)

Perchè per essere alla moda non serve “strisciare” una carta o firmare assegni. Serve il BUON GUSTO e una buona dose di pazienza a cercare quei capi che fanno al caso nostro, che ben ci stanno senza strafare in stranezze e schifezze. Perchè ogni donna e, aggiungo io, anche molti uomini adorano osservare la propria immagine allo specchio prima di uscire di casa e un abbigliamento “low cost” non ha nulla di cui vergognarsi rispetto a un brand famoso.

Dopo una premessa un po’ polemica e doverosa, perchè è vero che c’è la crisi, è vero che la gente non spende, è vero che l’abbigliamento è un dettaglio su cui si deve risparmiare di questi tempi, ma è anche vero  che tutti abbiamo un armadio con dei vestiti già presenti e bastano quelli per  formare il giusto abbinamento, per non vestirsi alla cieca. Si può fare con quello che si ha e seguire la moda comunque. Si può dare una buona impressione con quello che si custodisce nel proprio guardaroba. Le donne la sanno lunga in materia!

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Perchè…“You never get a second chance to make a good first impression”. Mi spiace per chi dissente.

Sapevate che i primi 7 secondi di una conversazione sono fondamentali per dare una giusta impressione e per impressionare positivamente? Scusate ma in sette secondi non avete ancora detto niente!  Buona parte della prima impressione la fa lo sguardo che incrociamo. Gli occhi giocano dunque un ruolo fondamentale nel trasmettere all’altro una impressione piuttosto che un’altra.

E’ il nosto aspetto che è sotto analisi e parla di noi. Un look gradevole, ordinato e pulito è il biglietto da visita. (regola generale: niente colori fluo, niente cravatte con Topolino, niente tacco 12 e scollature disarmanti,  bandite le bermuda e i sandali da frate, niente stampe animalier, camouflage a meno che non abbiamo un colloquio col circo, con un club notturno o con lo zoo).

Per ogni occasione ci vuole l’immagine giusta, ricordatelo. Certo, se poi oltre l’immagine non c’è altro, non serve.

La nostra immagine ci rappresenta, tenetelo a mente. Dichiarare di disinteressarsi della prima impressione, perchè è l’interiorità che conta è una “cazzata”. Parlo sempre di prima impressione, poi dietro ad ognuno di noi c’è un mondo da scoprire.

Solo le persone superficiali non giudicano dalle apparenze (Oscar Wilde).

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